LO SCIVOLONE DELLA MARINA

In occasione del 75° anniversario dell’affondamento della Corazzata Roma, l’Ufficio Stampa della Marina Italiana ha diramato notizie che hanno sviato la percezione del pubblico.

Il Comunicato stampa e il pezzo del Notiziario a firma Eleonora Briganti sul sito della Marina, che riproduco integralmente qui sotto, sono stati confezionati in modo equivoco e tendenzioso, presentando l’attività del cacciamine VIESTE attrezzato con un nostro MULTIPLUTO come apparente scopritore o riscopritore del relitto e di sue numerose parti, senza alcuna citazione di quanto avvenuto in passato.

La verità dei fatti è che tutto quanto il VIESTE ha recentemente realizzato è stata una esercitazione che ripete ispezioni realizzate già da noi negli anni passati. Tutte queste informazioni e molti altri dati sono stati consegnati da me alla Marina sotto forma di dischetto interattivo e fra l’altro sono serviti da riferimento per l’esercitazione.

Le migliaia di persone che conoscono la storia e hanno seguito gli eventi sono rimaste disorientate e molti di loro si sono rivolti a me chiedendo lumi che non sono in grado di dare, salvo riaffermare qui l’ordine delle cose.
Sui testi qui sotto riprodotti ho evidenziato passi significativi:
in verde i riferimenti corretti
in giallo le parti svianti
in blu la distrazione dell’estensore che dimentica di menzionare il veicolo MULTIPLUTO della nostra Gaymarine la cui alta tecnologia TUTTA ITALIANA ha permesso di realizzare le immagini.


Comunicato stampa nr.141
Nuove spettacolari ed inedite immagini del relitto registrate durante una recente ricerca da parte di nave Vieste 

9 settembre 2018. Ricorre oggi il 75° anniversario dell'affondamento della Corazzata Roma e dei Cacciatorpediniere Da Nola e Vivaldi, avvenuto a Nord della Sardegna il 9 settembre del 1943, a seguito di un attacco aereo tedesco.

Proprio per questi eventi con Decreto Legge nr.260 del 27 maggio 1949 è stata disposta l'istituzione della "Giornata della Memoria dei Marinai Scomparsi in Mare", che la Marina Militare celebra ogni anno a Brindisi (presso il Monumento al Marinaio d'Italia) e a Porto Torres (a terra e in mare in vicinanza del punto d'affondamento), a perenne ricordo del sacrificio dei marinai militari e civili scomparsi in mare.

Durante i mesi di luglio ed agosto 2018, proprio per rendere onore al sacrificio di  quei marinai, il cacciamine Vieste della Marina Militare ha condotto attività di ricerca per rilocalizzare il relitto dell'unità Ammiraglia della Regia Marina.  

Lo scafo affondato della Corazzata Roma, divenuto Sacrario militare e custode delle spoglie di 1.393 mariani periti in mare, era stato infatti già localizzato nel 2012 dopo decenni di ricerche ad oltre 1.200 metri di profondità ed a circa 16 miglia dalla costa del Golfo dell'Asinara, proprio nel Nord della Sardegna.

Per la prima volta nella storia, grazie all'ausilio della tecnologia che contraddistingue i veicoli autonomi filoguidati in dotazione a bordo di nave Vieste, sono stati individuati diversi tronconi del relitto, risultati capovolti e, in taluni casi insabbiati, all'interno del profondo canyon di Castelsardo, su un fondale particolarmente impervio e roccioso. 

Le attività svolte da nave Vieste hanno tra l'altro portato alla luce numerosi eccezionali dettagli dello scafo e delle sovrastrutture, come ad esempio la parte poppiera, la parte prodiera dove vi è la presenza di uno dei cilindri "Pugliese" - impiegato al tempo per l'assorbimento delle esplosioni subacquee - nonché le  sovrastrutture di centro-nave come la plancia comando, la timoneria, la stazione segnali, le torri contenenti armi di medio e grosso calibro,  una slitta della catapulta di poppa per il lancio degli idrovolanti da ricognizione tipo RO43, una batteria anti-aerea composta da 6 cannoni, i telemetri e la "plancia ammiraglio", quest'ultimo luogo simbolo della Corazzata Roma dove l'Ammiraglio Bergamini impartì gli ultimi ordini il 9 settembre 1943, prima di compiere il suo gesto eroico affondando con la nave.

Queste incredibili immagini ad alta risoluzione sono state catturate in tempo reale dal veicolo subacqueo del Vieste che opera ad alte profondità, fino a quote superiori ai 1.500 metri, mediante l'ausilio di una consolle gestita dal personale specializzato della Marina Militare a bordo della nave.

Questa attività ha una fortissima valenza duale e complementare a conferma delle capacità che la Marina Militare può mettere a disposizione della collettività, delle sovrintendenze, del mondo della ricerca, del mondo accademico e delle istituzioni.

L'importanza storica della ricerca condotta è l'ennesima testimonianza dell'impegno della Marina Militare nel mantenimento della memoria storica del passato e del ricordo dei Marinai caduti nell'adempimento del proprio dovere, uomini che hanno sacrificato la propria vita al servizio del nostro Paese.


Notiziario

Corazzata Roma, dopo 75 anni dall'affondamento una nuova esplorazione

Il cacciamine Vieste rilocalizza la posizione della Corazzata Roma, catturandone nuove immagini ad altissima risoluzione

9 settembre 2018, Eleonora Briganti

Durante una recente missione, nave Vieste, attraversate le Bocche di Bonifacio, è giunta nelle acque al nord della Sardegna per effettuare la campagna di ricerca e localizzazione della Corazzata Roma, la grande e potente unità da guerra italiana che da settantacinque anni riposa sul fondo del mare, a oltre 1200 mt di profondità nelle acque del golfo dell'Asinara, a poche miglia da Porto Torres.

Impiegando, per la prima volta, veicoli autonomi e filoguidati, sono stati individuati e investigati i diversi tronconi del relitto in cui, a seguito dell'esplosione, si è spezzata l'Unità, adagiati sul fondale in diverse posizioni distanti tra loro, alcuni dei quali capovolti e in parte insabbiati all'interno del profondo canyon di Castelsardo, su un fondale particolarmente impervio e roccioso. 

Il 9 settembre del 1943 a seguito dei drammatici accadimenti che portarono all'annuncio della firma dell'armistizio dell'8 settembre, tutte le Unità navali presenti a Genova e alla Spezia, al comando dell'Ammiraglio Carlo Bergamini, presero il mare per non rischiare di finire in mano tedesca.

Il 9 settembre, alle 16.00 circa, la formazione navale venne raggiunta dai bombardieri tedeschi e in 28 minuti la nave ammiraglia, per una tragica fatalità dovuta all'esplosione di una bomba radiocomandata all'interno del deposito munizioni della Torre B da 381 mm, colò a picco con tutto il suo equipaggio, oltre 1200 marinai persero la vita, compreso l'Ammiraglio Carlo Bergamini e gran parte del suo Stato Maggiore.

Nave Vieste, nel periodo che va dalla fine del mese di luglio all'inizio di quello di agosto, ha condotto un'attività di ricerca e rilocalizzazione ad alti fondali sul sacrario militare della Corazzata Roma, già localizzata, nel 2012, dopo decenni di ricerche, ad oltre 1.200 metri di profondità.

Rilocalizzate le principali sovrastrutture di centro-nave: "la plancia ammiraglio", da dove l'Ammiraglio Carlo Bergamini, insieme al suo staff, impartì quel giorno gli ultimi ordini, la plancia Comando, la Timoneria, la stazione segnali, una batteria di numero 6 cannoni 90/50 mm. a.a., i telemetri e uno dei cilindri "Pugliese" per l'assorbimento di esplosioni subacquee, dal nome del suo ideatore, il Generale del genio navale Umberto Pugliese, caratteristici di quella classe di Unità.

Scoperto e identificato lo spezzone della poppa estrema, sopravvissuto all'impatto, così come una parte della prora, anch'essa con uno dei cilindri "Pugliese" in bella vista. Scoperto, inoltre, uno dei basamenti delle torri di medio calibro da 150 mm. e una delle torri di grosso calibro rovesciata da 381 mm., nonché una slitta della catapulta di poppa per il lancio degli idrovolanti da ricognizione RO 43. Localizzato anche il più grande degli spezzoni di poppa, dove sono ancora ben visibili due delle quattro eliche tripala presenti originariamente.

Queste incredibili immagini ad alta risoluzione sono state catturate da un veicolo filoguidato, un robot sottomarino con braccio movibile che opera ad alte profondità grazie a una tecnologia all'avanguardia che consente di scendere e operare a fino a quote superiori ai 1500 metri di profondità, guidato da una console a bordo della nave e capace di acquisire immagini in tempo reale, nonché foto e video dei "bersagli" subacquei.

A missione compiuta, prima di lasciare le acque del Golfo dell'Asinara, l'equipaggio di nave Vieste, conscio degli alti privilegio ed onore toccatigli nel riportare alla luce, seppur solo in immagini, cotanto esempio di ingegno e dedizione estrema al servizio del Paese, si è raccolto in sobria e assorta assemblea che si è conclusa con la Preghiera del Marinaio, ricordando quei tragici avvenimenti e salutando simbolicamente tutti i marinai d'Italia caduti in quel lontano 9 settembre 1943.

L'importanza storica dell'attività è l'ennesima testimonianza dell'impegno della Marina Militare nel mantenimento della memoria storica del nostro passato e del ricordo dei Marinai caduti nell'adempimento del proprio dovere, uomini che hanno sacrificato la propria vita per la difesa della Patria.