LA MAFIA ROSSA

Sono giorni di turbamento per molti popoli d’Europa, d’America, musulmani.
Tutti i giorni i media non solo informano ma prendono parte alle diatribe politiche e ci bombardano sempre con gli stessi argomenti, anche i mezzi che pur dichiarandosi “indipendenti” si schierano senza pudore con le sinistre.
Ultimamente anche testate tradizionalmente equilibrate come il “Corriere della Sera” o il “New York Times” scrivono come fossero l’organo ufficiale del partito social-comunista.
Si diffonde e si esalta una ideologia facile che corteggia e lusinga vaste categorie di estrazione medio-bassa allo scopo di trovare largo consenso, alle quali categorie si aggregano poi stuoli di opportunisti e profittatori di ogni livello intellettuale.
Ideologia che predica dispregio, vessazione, emarginazione di chi non la pensa come loro, salvo poi essi stessi azzuffarsi fra loro per divergenze fra gruppi. Ideologia che ammette una sola società: la loro, conesclusione di ogni altra appartenenza.
Si richiamano non solo all’umana ragionevole pietà, ma si appoggiano a teorie largamente superate di Socialismo, di Marxismo-Leninismo, di Maoismo o di rivoluzione Castrista. Fanno leva sul benessere che ha rammollito le masse, così che temi come la tolleranza e l’accoglienza diventano sacri, salvo poi loro stessi essere intolleranti e repulsivi con chi la pensa diversamente.
Pretendono di essere chiamati “progressisti” salvo poi agire come nelle peggiori dittature fasciste o staliniste, che poi è la stessa cosa.
(Cosa accade oggi con Trump? Il nuovo Presidente USA sta facendo esattamente quello che aveva promesso in campagna elettorale, quello per cui la maggioranza degli americani lo ha eletto. Gli altri che organizzano dimostrazioni e tumulti, cosa vogliono? Rovesciare un governo democraticamente eletto? Purtroppo è proprio così, parlano di democrazia e agiscono come i peggiori prevaricatori)

Segni tangibili?
Basta guardarsi intorno: eroi riconosciuti come il Che Guevara o come il nostro più modesto bombarolo Giangiacomo Feltrinelli sono pubblicamente incensati come se i loro orribili misfatti fossero giustificati dall’Ideale-religione. (Ma non è forse lo stesso principio di quegli arabi suicidi che ammazzano gente a tradimento e vengono chiamati “martiri”?)
Altro esempio è un italiano (Proletari armati per il comunismo) pluriassassino condannato all’ergastolo che trovò rifugio prima nella Francia socialista di Mitterrand, poi nel Brasile del comunista Lula senza che la legittima richiesta di estradizione da parte italiana sia stata sostenuta da nostre adeguate misure di rappresaglia. E così via, l’elenco sarebbe lungo…
Anche la Chiesa si è messa a fare comunella con i rossi (i catto-comunisti), fenomeno esaltato dal nuovo Papa, come se essere atei o cristiani o agnostici fosse la stessa cosa. 

Quella che una volta era chiamata la “maggioranza silenziosa”, composta da persone di buon senso, che non urlano, che non dimostrano spaccando vetrine, che sono aperte al dialogo disponibili ad ascoltare le ragioni di tutti, che non obbligano il prossimo ad aderire alle loro credenze, ecco… queste persone oggi non sono più maggioranza, sono costrette a conformarsi con il “politicamente corretto” ovvero al pensiero unico di sinistra, pena l’isolamento, il disprezzo e l’emarginazione: questo è ciò che io definisco mafiarossa (e mi riferisco non alla mafia vera ma solo alla similitudine di regole, metodi e organizzazione).

Ancora due parole sui “ricchi”.
Ci sono ricchi e ricchi.
C’è chi ha fatto un sacco di soldi speculando in borsa  e costoro andrebbero trattati da ladri perché non hanno prodotto nulla, hanno solo spostato soldi di altri verso le loro tasche.
C’è invece chi ha lavorato sodo con successo, chi ha creato lavoro e paga stipendi produttivi.
La ricchezza in questo caso è solo il segno concreto della loro utilità sociale, il giusto compenso per il loro rischio, la giusta possibilità di avere risorse da reinvestire, loro che sanno come si fa a produrre, al contrario degli altri che consumano. Si chiamano IMPRENDITORI. Sono pochi e pregiatissimi. Sono persone di successo che inducono l’invidia degli infingardi, degli incapaci, degli imboscati, dei buoni solo a cianciare. I veri imprenditori, invece di essere apprezzati e favoriti per il bene di tutti, si dibattono fra mille difficoltà talvolta solo create ad arte per abbatterli.
Sono quelli che producono la famosa torta su cui poi si azzuffano i Mafiosi rossi..
Senza IMPRENDITORI, possibilmente ricchi, la società non si sostiene.
Senza torta si muore di fame.
Ma la Mafiarossa (e verde e arcobaleno) domina egemone.
Avete mai letto qualche articolo che ammiri, lodi e stimoli gli imprenditori? Neppure per sbaglio!
Oggi in Italia gli industriali vendono, l’industria è in declino, la conseguente disoccupazione dilaga. Rimane un patrimonio antico di cultura millenaria che attrae milioni di turisti: una nuova “industria”. Qualcuno si è mai domandato se il Colosseo esisterebbe senza gli imperatori Vespasiano e Tito? Se castelli, ville, regge, opere d’arte esisterebbero senza i re, i nobili, i mecenati? Certo sono opere spesso costate sudore, fatiche e sangue della plebe, ma a quella stessa plebe hanno dato da mangiare e continuano a dare ancora oggi.
Quindi sarebbe ora che qualcuno si chiedesse se i ricchi sono davvero così perniciosi, o se per caso non si debba lasciare libero e favorire l’essenziale ruolo sociale che compete loro.

(Scritto da un italiano che guarda con tristezza al suo paese, mentre è grato di essere stato adottato dalla Svizzera, dove si ascolta musica simile ma dove nel concreto la mafiarossa è sempre democraticamente in minoranza)